venerdì 7 ottobre 2011

La Teoria del Tempo Perso, by Bergonzoni

Sapendo che questa mattina, con il mio augusto genitore, avrei avuto una certa attesa, mi sono procurata La Repubblica, con annesso il suo supplemento: Il Venerdì.

Così, mentre mio padre bofonchiava sui titoli di un giornale di sinistra, scoprendo che il suo essere di destra ora pare vano, io mi deliziavo con il settimanale, finendo nella rubrica di Alessandro Bergonzoni, già da me molto stimato ai tempi della mia Smemoranda...

Scrive Bergonzoni:
"Siccome oggi è la Giornata dei Risvegli, le voglio parlare di come chi è in coma non stia perdendo tempo: teoria del TP, Tempo Perso. Prendo tempo e intanto coordino il pensare. Capto dei perchè che subito non vedrei. Analizzo l'intanto, uso spazio cronologico, ma lo trasformo in metafisico, attraverso lo stupore di chi non capisce un nuovo atteggiamento e lo teme".

Non sono in coma, ma questa teoria del Tempo Perso mi ha illuminato: così finalmente, a chi mi dirà che la mia lentezza è tempo perso, avrò qualcosa di concreto con cui rispondere, difendendo, spiegando ed elevando il mio metafisico.

Un metafisico che consiglio caldamente a tutti, almeno un paio d'ore a settimana, tipo chessò, la domenica... ma ora che penso, avendo preso il mio tempo...

Prendere tempo per coordinare il pensare: somiglia tanto al concetto educativo del pensare fino a dieci prima di parlare, di agire...

Della serie: un po di lentezza non guasta, così da non perdersi il gusto delle piccole cose che rendono veramente bella la giornata.

4 commenti:

Monny ha detto...

...come mi sono riconosciuta in questo post! Posso appopriarmi anch'io della giustificazione del tempo non perso ma metafisico? ^_^

Marianna ha detto...

L'ho postata proprio per incoraggiare tutti gli amanti del tempo lento :-)

Monny ha detto...

Fantastico, potremmo fondare un circolo...

Complimenti per il blog, mi piace un sacco cosa scrivi e soprattutto come lo scrivi!
è molto stimolante...

Marianna ha detto...

bellissima idea. e grazie :-)