sabato 15 ottobre 2011

Roma, 15 ottobre 2011, piazza S. Giovanni. C'ero.

Quando oggi sono arrivata alla metro ero contenta: c'era il sole, l'aria era calda e i ragazzi erano allegri. Ho pensato che la manifestazione sarebbe riuscita bene. Perchè c'era tanto da dire, tanto da dimostrare, pacificamente indignati. Anche perchè era splendida l'idea che in tutto il mondo ci fossero manifestazioni per dire la stessa cosa, in tante lingue diverse.

All'appuntamento con Nadia e suo cugino Antonio eravamo contenti e giulivi...

Ma l'aria già da via Cavour s'è fatta pesante e brutta, con le auto bruciate. Poi a Colosseo li ho visti. I black block. Non li ho visti solo io, tanto che dalla balconata sopra la metro, gli 'spettatori' gli urlavano di andare via, di uscire dal corteo... E se il abbiamo visti noi...

Ora mi chiederai perchè non me ne sono andata, subito: se c'erano loro era ovvio che poi ci sarebbero stati guai... ma io, Nadia e Antonio, ancora speravamo che tutto potesse andare bene, che in piazza ci fosse solo festa...

Invece di questa giornata mi rimarranno incise nella memoria quattro scene.

L'arrivo in Piazza S. Giovanni, dove i primi arrivati si erano già seduti sui prati e i più divertiti suonavano i loro tamburi, mentre noi a riposare sotto gli alberi, dopo la bella scarpinata. C'era uno striscione tenuto su con palloncini colorati. Ma non ricordo polizia o carabinieri.

Poi a un certo punto il finimondo: non so perchè e per come, ma da via Emanuele Filiberto, verso via Appia, ho visto partire le cariche, che ci chiudono la via d'uscita dalla piazza. Una camionetta, senza un perchè per me apparente entra in piazza, e con l'idrante allaga tutto e tutti. Noi tre, a una ventina di metri dall'acqua, respiravamo dietro fazzoletti bagnati, per evitare l'irritazione dei lacrimogeni.

A quel punto era evidente che eravamo topi in trappola: l'unica cosa che potevamo fare era salire verso la Basilica. Lì c'erano tante altre persone, che come noi stavano tranquilli (senza cori, senza provocare, senza fare nulla se non guardare). I 'botti' dei lacrimogeni sparati riempivano le orecchie come scoppi di bombe regolarmente esplose... per noi, sopra la piccola scalinata della Basilica, la pace è durata solo per un'oretta, poi le cariche sono cominciate a partire anche tra la chiesa e l'altro edificio sacro, quello della Scala Santa. Sotto di noi una fiumana che correva dapertutto per non farsi investire della camionetta con l'idrante, che ora si muoveva tra la folla come se fosse impazzita. Per evitare di essere travolta dalla gente che scappava verso di noi, ho dato le spalle alle piazza, appoggiando le mani sul muro della cancellata che chiude la Basilica. Errore. Sento qualcosa colpirmi la spalla, lo lascio cadere e capisco che è un lacrimogeno (in realtà con sollievo: per me nell'immediato poteva anche essere qualcos'altro di peggio) : fumo arancione ovunque, io che respiro da dietro il fazzoletto bagnato, andando dalla parte opposta, verso via Sannio. Ma intuisco già che Nadia non è più con me. Ho Antonio vicino, ma lei no. Di fronte all'ingresso chiuso della chiesa ormai non c'è quasi più nessuno, solo fumo arancione. Lì ho la vera paura: è certezza: dov'è Nadia? Torno indietro, nella nebbia irritante arancione, già gli occhi mi bruciano. Con le mani alzate- perchè non so cosa c'è dietro la cortina arancione-, torno indietro chiamandola con tutto il fiato. Come in un film lei esce dalla nebbia. Abbracciandoci stretti tutti e tre, con gli occhi, la gola e il naso che bruciano, torniamo verso via Sannio, ai giardinetti al lato della Basilica.

Lì lo spazio è più aperto: la gente non è compressa, l'aria più respirabile, noi ancora increduli ci guardiamo. A un certo punto io e un ragazzo ci scontriamo, come capita quando si cammina di corsa. Entrami ci giriamo a scusarci, mentre ci guardiamo negli occhi. Nei suoi occhi ho visto i miei: sbarrati, arrossati e lacrimosi, che esprimevano l'interrogativo del perchè ci siamo trovati un lacrimogeno addosso senza aver fatto nulla per meritarcelo, se non essere lì a manifestare. Pacificamente. Noi. Ci guardiamo così, per un lungo momento, riconoscendoci come sconosciuti, ma uguali; esseri umani in quel delirio di violenza senza senso, mentre le nostre mani, che per inerzia ancora sono sbattute l'una contro l'altra, si stringono debolmente per un istante.

Poi finalmente i preti aprono i cancelli del complesso di S. Giovanni in Laterano: abbiamo una via di fuga, mentre gli occhi rossi, il naso e la gola continuano a bruciare, e io che ripeto quasi come un mantra "non preoccupatevi, ora passa". Intanto dall'altra parte ancora si sta scatenando il finimondo, che durerà per molto.

Il resto è cronaca di una fuga: infatti a quel punto la priorità è andare via seguendo una strada sicura: ma Roma era tagliata in quattro: verso Termini c'era l'inferno, idem verso piazza Tuscolo e ovviamente in piazza S. Giovanni; il corteo intanto scendeva verso Circo Massimo da via dell'Ambaradam. L'unica: andare verso la Colombo dall'interno 'libero'del quartiere di S.Giovanni. Così noi tre, con altre due ragazze incontrate per strada dopo la fuga in territorio extra vaticano (si dice così?), ci siamo avviate a piedi verso la Cristoforo Colombo, costeggiando le mura aureliane. Senza più incidenti siamo arrivate alla metro Garbatella.

L'amarezza per come sono andate le cose è immensa. Infinita: dei terroristi che meritano la galera, perchè questo sono i black block, hanno messo in ombra le motivazioni giuste e sacrosante che hanno animato due km di persone a camminare per Roma.

Ma gli scontri ci hanno delegittimati.

La grande paura di essere presa a manganellate o di aver perso Nadia nei lacrimogeni, è nulla di fronte l'amarezza di sapere che ora non siamo più credibili. E non agli occhi dei 'potenti', ma a quelli delle persone normali.

martedì 11 ottobre 2011

Marzieh Vafamer libera

Venerdì scorso è stato annunciato che tre donne hanno ricevuto il Nobel per la pace. Tra loro, almeno ai miei occhi, spicca il nome di Tawakkul Karman, giovane donna yemenita.

Ormai è notorio: sono molto attenta a quello che accade nel mondo islamico, perchè sono convinta che l'Islam non non sia la religione del male e che, nelle pieghe totalitarie di alcune applicazioni delle loro sacre scritture, si nascondano belle cose.

Ma appunto, si nascondono. Così, dopo il fondamentalismo (che bada bene, è sbagliato sempre), ciò che maggiormente colpisce il libero pensiero occidentale (che pure, bada bene, ha problemi seri) è la condizione della donna.

Per questo venerdì scorso ho pensato che il Nobel a Tawakkul Karman fosse una gran bella cosa.

Poi ieri leggo il giornale e mi trovo una pessima notizia. Questa è la storia: sabato scorso (il giorno dopo la notizia del Nobel a Tawakkul Karman), Marzie Vafamer viene condannata ad un anno di prigione e a ben 90 frustate. Che avrà mai fatto di così tremendo?

Ha recitato in un film, che si chiama My Teheran for Sale, e racconta la storia di un'attrice a cui le autorità vietano di lavorare; lei continuerà a farlo, vivendo in clandestinità, sino all'incontro con un iraniano che ha preso cittadinanza australiana che se la porta in Australia (che ha collaborato alla produzione).

Inoltre pare che in questo film Marzieh Vafamer abbia recitato senza veli. Già qui si potrebbe aprire una dissertazione filologica sull'espressione occidentale e islamica di senza veli, ma te la evito, andando subito al dunque: senza veli islamici: niente burqa, chador o hijab (sebbene nella locandina del film lei indossi un foulard).

La situazione è chiara: il film è profetico e documentario: in Iran non c'è libertà di espressione. Lo sapevamo già, ma probabilmente, persi dai nostri guai così occidentali, dopo la vita salvata di Sakineh, ce ne siamo scordati.

Ma ora, il nobel a Tawakkul Karman e la storia di Marzieh Vafamer ci dicono che non possiamo abbassare lo sguardo, soprattutto noi donne.

Certo, Marzieh Vafamer non rischia la vita, ma un anno di galera iraniana e 90 frustate, non sono una passeggiata... soprattutto se inflitti per aver recitato in un film.

Così, nel timore che questa cosa finisca nel dimenticatoio, ho fatto quello che ho potuto, ovvero ho creato su fb questo gruppo: Marzieh Vafamer libera (le mie amiche su fb non me ne vogliano: le ho aggiunte in automatico, certa che mi avrebbero appoggiato...).








venerdì 7 ottobre 2011

La Teoria del Tempo Perso, by Bergonzoni

Sapendo che questa mattina, con il mio augusto genitore, avrei avuto una certa attesa, mi sono procurata La Repubblica, con annesso il suo supplemento: Il Venerdì.

Così, mentre mio padre bofonchiava sui titoli di un giornale di sinistra, scoprendo che il suo essere di destra ora pare vano, io mi deliziavo con il settimanale, finendo nella rubrica di Alessandro Bergonzoni, già da me molto stimato ai tempi della mia Smemoranda...

Scrive Bergonzoni:
"Siccome oggi è la Giornata dei Risvegli, le voglio parlare di come chi è in coma non stia perdendo tempo: teoria del TP, Tempo Perso. Prendo tempo e intanto coordino il pensare. Capto dei perchè che subito non vedrei. Analizzo l'intanto, uso spazio cronologico, ma lo trasformo in metafisico, attraverso lo stupore di chi non capisce un nuovo atteggiamento e lo teme".

Non sono in coma, ma questa teoria del Tempo Perso mi ha illuminato: così finalmente, a chi mi dirà che la mia lentezza è tempo perso, avrò qualcosa di concreto con cui rispondere, difendendo, spiegando ed elevando il mio metafisico.

Un metafisico che consiglio caldamente a tutti, almeno un paio d'ore a settimana, tipo chessò, la domenica... ma ora che penso, avendo preso il mio tempo...

Prendere tempo per coordinare il pensare: somiglia tanto al concetto educativo del pensare fino a dieci prima di parlare, di agire...

Della serie: un po di lentezza non guasta, così da non perdersi il gusto delle piccole cose che rendono veramente bella la giornata.

mercoledì 5 ottobre 2011

Mi rettifico, ovvero taccio, anzi no

Ecco, ci risiamo: un altro tentativo di zittirci tutti.
Per rimediare ai pasticciacci brutti delle intercettazioni, croce e delizia dei magistrati, al governo pensano bene di far tacere tutti...

Serena Assurda Prinza e Metilparaben, sempre in prima linea su argomenti di attualità, ne stanno discutendo sulle loro pagine già da qualche giorno, discussione in cui sono entrata, come dice Serena, provocatoriamente...

Ma principiamo dalle origini della questione: sto parlando dell'articolo 1 del DDL intercettazioni e del suo comma 29, quello che consentirebbe a un chicchesia che si senta leso nella sua immagine personale, di chiedere l'immediata rettifica di quanto scritto. L'esempio di Metilparaben è perfetto.

Ma sta volta non solo il mondo dei blog si è rivoltato: anche Wikipedia si oppone, andando in sciopero con una lettera aperta in cui spiega molto chiaramente un'altra conseguenza della nuova norma: "Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi"."

Sempre nella lettera aperta, Wikipedia ricorda "che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione"; ma probabilmente il punto è proprio questo: trovare un modo per bypassare i giudici, la magistratura.
E già che ci siamo far passare la fantasia ai blogger di scrivere.

"Per Wikipedia [è] una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza", si legge ancora nella lettera aperta, e non fa una piega: l'idea è collettiva.

Intanto è di ieri questo articolo di repubblica.it, in cui si dice come tale Cassinelli, deputato del Pdl, abbia depositato un emendamento che inserisca nel comma 29 l'esplicita esclusione dei blog.
Ma se anche passasse, rimarrebbe aperta la questione Wikipedia e giornali...

Mi verrebbe da continuare a provocare, ma poi, come dice Serena, si rischia che qualcuno mi prenda in parola, scoperchiando il vaso di Pandora... così mi adeguo al temuto regime delle rettifiche e mi rettifico tacendo... anzi no: così mi chiedo...

.... Ma questo vaso non è già abbastanza aperto?

lunedì 3 ottobre 2011

Un pomeriggio a Villa Pamphili

"Io vado a correre a villa Pamphili, se ti va, tempo che arrivi io ho finito e ci facciamo una passeggiata": così mi dice Alessandra ieri pomeriggio, in risposta al mio chiederle come avrebbe passato quella splendida domenica pomeriggio.

Sulle prime ho esitato: ho visualizzato la lontananza da casa mia, il mio cercare un posticino per la mia magnifica new twingo... di solito quando non ho semi certezza di parcheggio facile non mi muovo in macchina, a costo anche rinunciare totalmente... perchè? beh perchè io nel traffico, o mentre cerco un parcheggio, mi innervosisco a tal punto da subire trasformazioni da far pensare all'esorcismo. E sogno una città di provincia, con i suoi ritmi sereni, meglio se nel mio profondo sud... ma questo è un altro post...

Insomma Alessandra, ben conoscendomi, era pronta ad un no in risposta. Invece stupendo anche me stessa ho chiesto dove vederci: "Al bar".

Mi metto in macchina e raggiungo la villa dopo una mezz'ora abbondante: il paccheggio? tutto sommato sono stata fortunata, ho trovato posto a solo un quarto d'ora a piedi dal bar, di cui ignoravo l'ubicazione.

Arrivo e rimango letteralmente abbagliata: famigliole a fare picnic, passeggini a passeggio e cagnolini scodinzolanti, mentre ovunque gente correva. E verde, tanto verde sopra la città, inondato dalla luce calda del pomeriggio romano, mentre la lanterna della cupola di San Pietro faceva copolino tra i pini: Alessandra arriva e rimane stupita dalla mia meraviglia: "ma non ci sei mai stata??!!"

No, ovvero, una mezza volta sola, millenni fa e i ricordi sono sbiaditi... quando dico che a Roma sono straniera in patria intendo anche questo: alcune istituzioni come villa Pamphili non le ho mai frequentate abitualmente, come invece i romani fanno realmente...

Comincia così la nostra passeggiata di un paio d'ore, in cui scopro, divertita e sempre meravigliata, che c'è un punto jogging dove potersi anche fare la doccia, il famoso barretto con un aperitivo notevole, un laghetto che sembra fuori dal mondo cittadino, un chiesetta dai richiami greci e la villa patronale che troneggia...

Insomma un pomeriggio sereno, all'insegna delle chiacchere nel verde: bello.
Talmente tanto che quasi non mi sono accorta che per tornare a casa ci ho impiegato poco più di un'ora, ovvero lo stesso tempo che s'impiega per fare il coast to coast in Puglia, da Ostuni a Maruggio....

venerdì 30 settembre 2011

Festa dei Blog in Streaming

Domani a Riva del Garda ci sarà la Blogfest: mi sarebbe piaciuto partecipare, ma non mi è possibile... l'intenzione è quella di essere presente in spirito alternato... nel senso che mi tocca lavorare, sicchè se potrò guarderò in Streaming.

Se sei curioso puoi vederlo qui:





mi scuso, ma le mie conoscenze html non sono tali da ridurre questo strabordamento...

domenica 18 settembre 2011

Apriti Sesamo, ovvero io e le chiavi d'hotel

Croce e delizia di ogni viaggio: le chiavi d'albergo. E ovviamente mi riferisco alle tesserine magnetiche, che secondo l'ideatore dovrebbero essere comode, pratiche e sicure.

Sul sicuro magari ci siamo, ma sul comode e pratiche... e dunque è ormai una certezza, quasi in ogni viaggio ho un problema con la chiave magnetica. E ormai sono svariati anni che mi muovo per lavoro...

Quasi mai che riesca ad entrare subito, al primo passaggio di chiave: alcuni lettori vogliono un inserimento veloce, altri lento oppure ancora una via di mezzo... ma spesso e volentieri non si aprono proprio, o perchè la tessera è smagnetizzata all'origine, o perchè io sono imbranata...

Così immaginami all'Havana, stanca, appicicaticcia dall'umidità, con borse, zainetti e trolley che al 15° piano tento di aprire la mia camera: niente: ripetutamente inserivo la tesserina nella fessura, ma la spia rossa inesorabile si accendeva. Unica soluzione, tornare al piano terra....

Meglio mi andò ad Istanbul, che l'albergo aveva solo due piani... ma l'apoteosi fu nel penultimo viaggio al Cairo, in febbraio, dove il dispositivo di accesso era simile al pos per le carte di credito: bisognava "strisciare" la tesserina: in due o tre notti che passammo lì, io mai riuscita ad aprire da sola la porta della mia camera, e pure chi riusciva per me, doveva tentare almeno tre-quattro volte prima che la liberatoria spia verde s'accendesse... pensa che la mattina, per timore di non incontrare qualche anima pia, per colazione rimanevo in camera, sfruttando il bollitore per il thè e mangiando la frutta a disposizione......

Ma nell'ultimo viaggio in ordine di tempo, ovvero quello ad Assisi da cui son tornata ieri sera, ho seriamente dubitato di me stessa: il meccanismo di apertura era diverso: niente fessure, dovevo solo mettere la tesserina di fronte al lettore, e aprire. Così ho fatto, la spia verde si era accesa, lo scatto della porta sentito, ma lei rimaneva chiusa.

Per l'ennesima volta mi sono sentita come nella favoletta di Ali Babà e i Quaranta Ladroni, in cui solo la formula dell'Apriti Sesamo consentiva l'accesso al tesoro... solo dopo svariati tentativi ho capito che se volevo entrare nella "mia" grotta del tesoro, dovevo spingere la porta mentre la tesserina era ancora di fronte al lettore...

Chissà se un giorno scoprirò che ogni volta sono finita in una candid camera? io stessa, una volta riuscita ed entrare, rido da sola per la mia goffaggine...

domenica 11 settembre 2011

Una firma per cambiare la legge elettorale

Oggi è l'11 settembre, ed è il decennale del crollo delle torri gemelle. Credo che già sia stato detto tutto su questo anniversario, così mi limito solo al ricordo delle vittime e parlo di altro. Ovvero della raccolta firme per il referendum popolare in cui si chiede l'abrogazione dell'attuale legge elettorale.

Sono mesi ormai che dibatto dal vivo e su fb sulla necessità di fare qualcosa per la nostra bell'Italia. Qualcosa di concreto, oltre la buona volontà espressa a chiacchere.

Ora abbiamo la possibilità di farlo, andando a firmare in comune, o nei banchetti dedicati, per chiedere l'abrogazione di una legge che ci ha privato della possibilità di decidere chi deve o non deve rappresentarci in Parlamento.

E per favore non cadiamo nel qualunquismo che tanto sono tutti uguali: non dico che non sia vero, dico che da una parte bisogna pur cominciare il cambiamento voluto da tutti, e la legge elettorale è il primo passo. Riconquistati i nostri diritti sarà poi nostro dovere andare a cercare qualcuno di nuovo, con un reale impegno politico, quale che sia lo schieramento politico d'interesse.

Il tempo volge al termine: entro il 30 settembre bisogna raccogliere 500.000 firme.

Questo è il sito per saperne di più: http://comitato.referendumelettorale.org



giovedì 8 settembre 2011

La teoria dell'idraulico fasullo

Ieri sera, Nadia -la mia ex compagna di cuffie al call center-, mentre vedevamo il tg di Mentana, mi ha chiesto di spiegarle il pasticcio della crisi economica, ovvero le relazioni tra la crisi dei singoli Stati e l'EU, ma soprattutto come la manovra economica sarebbe intervenuta, così com'è stata fiduciata (cosa ovviamente diversa dal votarla...).

Fu così che ho sfoderato la teoria dell'idraulico fasullo. Ma andiamo con ordine.

Dunque Nadia è la classica persona tipo: lavora tutto il giorno, rientra a casa, cucina, guarda il tg distrattamente e scoraggiata finisce che lo segue poco. Insomma come uno spettatore televisivo che ne avrebbe voglia, ma non riesce a prendere il ritmo delle soap: trame complicatissime che se non hai chi te le spiega ti ci perdi...

In effetti in piena era (al declino?) della tv come modello di vita, sembra proprio di essere in una soap. Dell'horror politico, però.

Ma tant'è mi son lanciata nel riassunto delle puntate precedenti: ovvero dall'EU che ha fatto la moneta, ma non gli europei, la logica dei mercati, per arrivare alla tragicomica rassegna teatrale delle manovre economiche di agosto, che in perfetto stile soap, andavano avanti a colpi di scena e affermazioni drammaturgiche dei protagonisti....

Arrivata al punto della situazione contingente, Nadia sfodera la domandona: ma oggi che hanno deciso di fare?

L'idraulico fasullo, le rispondo mentre lei mi guarda perplessa. Le spiego: è come se in un bagno tu avessi delle perdite tali da creare non solo infiltrazioni al piano di sotto, ma anche aumentare follemente la spesa dell'acqua. Così a una certa chiami l'idraulico, che ti smantella tutto il bagno e trovati i danni, invece di sostituire tutte le vecchie tubature metalliche, inserendo quelle in plastica (praticamente eterne), si mette a fare saldature ai vecchi tubi di metallo....
Chissà, magari mi sbaglio, ma definirei evidente il fatto che siano stati approvati interventi che mettono le toppe, senza impedire che si aprano altri buchi e soprattutto senza investimenti sul futuro.

Ma così non si risolve niente, mi esclama lei.

Già, così non si risolve niente.


lunedì 5 settembre 2011

Per la cronaca: fermato il vandalo delle fontane romane

«Volevo attirare l’attenzione a causa di problemi personali che ho avuto per vicende con la magistratura. Ma sono rimasto sorpreso quando nessuno dei passanti mi ha fermato»: così ha detto ai carabinieri che lo hanno arrestato il tizio che ha danneggiato la Fontana del Moro e poi ha lanciato un sanpietrino contro quella di Trevi.


sabato 3 settembre 2011

L'eredita non compresa dell'arte a Roma

Atto demenziale: così il Sindaco di Roma Alemanno commenta il danno alla Fontana del Moro di piazza Navona, scoperto questa mattina.

Il dizionario della lingua italiana mi dice che il termine demenziale viene spesso utilizzato nel definire la comicità stupida: evidente come il commento del sindaco appaia poco incisivo.

Intanto un paio d'ore fa le agenzie battono un'altra notizia: è stato lanciato un sanpietrino contro Fontana di Trevi, che però non è andata a segno.

Così, alla fine di un'estate infuocata e fuori fuoco, tocca vedere anche questo. E sentire (di nuovo) commenti sulla mancanza di controlli.

E poco importa che il problema non sia l'assenza di controlli, ma l'assenza di cultura e rispetto per ciò che grandi artisti ci hanno lasciato in eredità... un'eredità così preziosa che è capace di smuovere turisti provenienti dall'altra parte del mondo per vederla, perchè è un'eredità che rende Roma unica... eppure sembra proprio che gli unici a non vederla, a non comprenderla questa meravigliosa unica eredità, siano proprio i romani e gli italiani in genere (tranne quei pochi "disadattati" che amano l'arte).

Veramente poco importa sul serio. Che abbia ragione Ilvo Diamanti, che dalle pagine di Repubblica.it invita polemicamente a non studiare, perchè tanto è inutile?

Sarà che ho la luna storta oggi, però mi trovo a concordare pienamente con il premier Berlusconi, quando esprime la sua colorita opinione sull'Italia... solo che lui dice che tra un po se ne va, io, per svariati motivi ci rimango.....



giovedì 1 settembre 2011

Pedaggio sul GRA

Ad appendice di questo agosto infuocato e fuori fuoco in tutti i sensi, arriva l'ennesima dichiarazione del viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Roberto Castelli sui pedaggi del GRA.

Il sig. Castelli, maestro di simpatia e di solidarietà con il resto del mondo sopra il Po, torna ad insistere sul pagamento del pedaggio sul Gra, perchè dice, i cittadini torinesi e milanesi, oltre che napoletani, lo pagano.

Uhm... detta così non fa una piega, ma il punto è che nessuno dovrebbe pagare il pedaggio-viste le condizioni di transito sui raccordi-.

Come sempre e per l'ennesima volta la classe politica da prova di essere totalmente scollata dalla realtà quotidiana degli italiani.

Quando le scuole saranno riaperte, e il delirio cittadino sarà di nuovo consuetudine, invito il sig. viceministro alle Infrastrutture e trasporti Castelli a fare un piccolo esperimento empirico: si metta in automobile -ma senza autista e con auto a cambio manuale-, per imboccare il GRA alle 9 del mattino, magari dall'Eur verso Anagnina, ma pure viceversa va bene....

Che provi il viceministro Castelli realmente, cos'è il raccordo romano. Poi faccia la stessa a Napoli, a Torino e Milano: dopo ci dica, se onestamente, sia giusto pagare un pedaggio per una strada che ti ruba ore di vita per fare pochi chilometri. O se lo sia pagarlo sulla Salerno-Reggio Calabria.
Perchè si paga quando c'è un servizio, quando non c'è si chiama in un altro modo, quindi che il viceministro alle Infrastrutture e trasporti Castelli faccia questa verifica, che è nei suoi poteri avendo però l'onestà intellettuale di dire la verità.

Ovviamente do per scontato che il concetto di onestà intellettuale sia chiaro e sempre applicato.......

lunedì 29 agosto 2011

Sul perchè non mi piace il Macchianera Awards

La mia amica di penna e di divano milanese, Serena, con il suo blog sta partecipando al Macchianera Awards. Ovviamente le faccio i miei in bocca al lupo -sperando che crepi il cacciatore-, ma non la voterò, come non intendo votare nessuno.
Intenzione che Serena ha letto su fb, in risposta ad un suo post "promo".

Però mi sono accorta di avere voglia di spiegare meglio questa mia presa di posizione, magari anche impopolare. E per farlo mi tocca cominciare facendo un salto nel passato.

Quando avevo vent'anni praticamente tutti i miei amici maschi suonavano in qualche complessino rock o metal. Sai, quei gruppi che suonano negli scantinati, che fanno la colletta tra di loro per affittare un'oretta una sala prove pseudo professionale e poi vanno a suonare nei centri sociali e magari in qualche locale serio? ecco, loro.

Ai tempi cominciarono a girare i primi contest ovvero concorsi musicali, dove si vinceva ad applausi. Nessuna giuria, nessun voto, solo la quantità di applausi, ovvero ovazione elettorale del pubblico. Detta così sembra una figata, ma in realtà no: capitava che passavano il turno o vincevano quei gruppi che semplicemente avevano portato più gente, più amici. Cosa ovviamente diversa dall'essere semplicemente il migliore. E lo scopo commerciale di questi concorsi mi sembra abbastanza evidente.

Torniamo a noi, ai nostri tempi, e al Macchianera Awards.
Il meccanismo mi sembra troppo simile per suscitare le mie simpatie, inoltre m'interrogo anche su un altro aspetto: abbiamo veramente bisogno di un concorso che premi i blog migliori? C'è veramente bisogno che qualcuno proclami metilparaben blog dell'anno? non è già abbastanza evidente? oppure, c'è veramente bisogno di un concorso per il libero scambio di link per farsi conoscere?

Amo il mondo dei blog per la sua libertà anarcoide -che certo proprio per questo ha bisogno di alcuni strumentini tipo Creative Commons-, e la sua capacità di essere laboratorio per una realtà 'ananlogica' più a misura d'uomo.

Da qui la mia domanda sulla necessità di premiare con un concorso i migliori blog....

Ok, ora stai pensando che la prendo troppo sul serio, perchè infondo è un gioco. Ma forse il punto è che non credo sia un gioco: vari guru del marketing on line stanno ancora cercando di capire come arricchirsi con il web e soprattutto con il web 2.0. E i blog fanno gola. Ora, ognuno è liberissimo di usare i propri spazi ai fini che preferisce, ma che sia una scelta voluta e consapevole.

Immagino che nel Macchianera Awards ci sarà tutta la trasparenza del mondo (che ovviamente mancava nei contest musicali), eppure questo concorso m'intimorisce un po...

Mi sembra di vedere in lontananza, in un futuro fantascientifico come lo racconta il blog notiziedalfuturo, una realtà in cui esiste la casta dei blogger, formatasi per acclamazione popolare, che piano piano ha soppiantato la casta dei giornalisti.

Invece a me piacerebbe che continuassimo ad essere tutti sullo stesso livello, con la meritocrazia dei contatti, dei link, dei commenti come unico giudice del nostro impegno.

Ciò nonostante, per Serena è evidentemente importante, così spero che con le sue 'assurde parole', abbia tutto il successo che la sua ironia merita.

mercoledì 10 agosto 2011

io e l'iter d'invalidità

Mia madre è invalida, e lo è al 100%.
Quindi le spetta di diritto l'invalidità, con tutti gli annessi e connessi.

Bene, ora ti racconto una storia, che è la sua, ma anche di tantissimi altri onesti cittadini, che combattono contro l'iter per la domanda da fare, per accedere ad un diritto.

Quando, circa 7 anni fa, mia madre si decise a chiedere l'invalidità, quel grande uomo di mio padre che l'accudisce in tutto, sbrigò tutta la burocrazia senza troppi impicci, tanto che sull'iter io ne sapevo praticamente nulla.

Ogni due, o tre anni, a seconda di quanto la commissione riteneva, si andava a visita per la conferma del referto medico.

Già qui vien da ridere amaro: come fa un'invalida al 100% a migliorare? chissà, forse i medici, nelle varie opzioni, considerano anche l'intervento divino... per carità, mai escluso da nessuno a priori... però...

Comunque, tant'è che di volta in volta tutto procedeva. Poi, l'anno scorso cambiano le carte in tavola, l'Inps stravolge l'iter di domanda. E siccome piove sempre sul bagnato, i tempi di rinnovo per l'invalidità vanno a coincidere con una malattia di mio padre. Poco male: me ne occupo io: era maggio del 2010.

Ben presto capisco che le informazioni in nostro possesso sono nulle, allora chiamo il medico di famiglia, che mi dice allegro allegro che è semplicissimo, basta che lui faccia un certificatino, con cui andare ad un Caf qualsiasi dove avrebbero inoltrato domanda direttamente all'Inps.

Bene, facciamo così. Con il certificato in mano vado ad un Caf qualsiasi, e dopo tre ore di fila mi sento dire che, a) loro non possono fare la richiesta perchè mia madre è residente in un'altro quartiere, b) che il certificato è nullo perchè il medico di famiglia non è un medico certificatore. In risposta all'idiozia che mi si dipinge sul viso la ragazza del Caf mi consiglia di chiamare l'Inps.

Grazie rispondo, e sempre più stordita dall'inconprensione, vado a casa a cercare on line il numero dell'Inps. Considera che in tutto ciò era già passato un mesetto: io lavoro anche, al tempo c'era pure il call center e la malattia di mio padre (che c'è ancora, ma è silente) e il dottore di famiglia non c'è sempre.

Chiamo e una operatrice tanto gentile mi spiega quello che dovevo fare, prendendomi virtualmente per mano. Prendi nota: mai sia dovesse servirti.

Bisogna andare sul sito dell'Inps, e sotto la voce richiesta invalidità, cercare l'elenco dei medici certificatori, ovvero, medici di base che si sono registrati presso il sito e quindi abilitati a seguire queste pratiche, anche di pazienti non iscritti alle loro liste. L'elenco on line è completo d'indirizzo e numero di telefono. Ne scelgo uno a due passi fisici da casa dei miei.

Si chiama il dottore e si prende un appuntamento, si porta malato e cartella clinica, e dopo il consulto il dottore si studia le carte, ti richiama, e ti dice che serve un altro certificato, quello con cui lo specialista privato dichiara la patologia (ma come c'è già un chilo di carta a stabilirlo) e la profilassi che mia madre fa a casa.

Prendo così un altro appuntamento, con l'altro dottore, che non ti fa mica certificati così, no fa anche la visita: 100 euro per unfoglietto di carta che certifica l'ovvio e già certificato. E sia.

Ma intanto sono sull'orlo dell'isteria: è passato un altro mese, perchè io sempre lavoro, al tempo c'era pure il call center e la malattia di mio padre (che c'è ancora, ma ora è silente). E nel frattempo i termini per il rinnovo sono scaduti: sospesa l'erogazione dell'assegno d'invalidità.

A questo punto non c'è più fretta, ma bisogna chiudere comunque l'iter. Richiamo il certificatore, riprendiamo appuntamento, consegno l'ennesimo certificato, e attendo il suo. Dopo una settimana mi richiama, vado, gli lascio (mi pare) circa 80 euro di tassa, e mi faccio spiegare dove trovare un Caf in zona, a cui consegnare il numero di pratica datomi dal certificatore e tutta la cartella medica.

Dopo aver girato mezzo quartiere, lo trovo, chiuso e con il numero telefonico, a cui chiedere info, mezzo cancellato. Tocca tornarci.

Lo faccio dopo qualche giorno, e la ragazza molto gentile mi spiega: lei avrebbe inserito il numero di pratica datomi dal certificatore nel portale dell'Inps e dopo qualche giorno mi avrebbe comunicato lei le specifiche per gli appuntamenti con le commissioni mediche.

Nota bene: gli appuntamenti, con le commissioni, perchè il certificatore ha chiesto che a mia madre, oltre al rinnovo dell'indennità del 100%, sia riconosciuto anche il diritto al tagliandino per l'auto. Nella stessa visita non si può fare. Non ho voluto sapere perchè.

Passa una settimana e la ragazza mi chiama e mi dice di andare a prendermi tutto il mio plico: ho date orari e indirizzi delle commissioni. Quasi mi commuovo.

Vado e gli appuntamenti sono per ottobre: noi ormai siamo alla metà di luglio 2010. Ok, pazienza, l'importante è essere usciti dal gorgo.

Ad ottobre sarà poi mio padre a portare mia madre alle visite perchè io ero allegramente in Guatemala.

Arriviamo ad oggi, 10 agosto 2011: arriva raccomandata dall'Inps: nonostante il certificatore e tutti avessero messo nero su bianco l'irreversibilità dell'invalidità di mia madre, la commissione continua a sperare nell'intervento divino: tra due anni altra verifica. In compenso però possiamo richiedere il tagliando auto.

Tutto ciò, però, a patto e condizione che porti il mulo Ap70, in allegato alla lettera, di nuovo al Caf, per compilarlo e spedirlo all'Inps: me lo ha spiegato un'altra operatrice tanto gentile dell'Inps a cui ho chiamato per chiedere spiegazioni sui quei moduli da riempire; spiegazioni non chiarite nella lettera.

Inutile dire che quel Caf risolutivo nel frattempo ha chiuso e devo cercarne un altro. E tra due anni chissà, con l'aria che tira, cosa dovremo fare ancora.....

Ecco, questa è l'umiliante storia di mia madre, invalida al 100%, sballottata da una parte all'altra, che ogni tanto mi chiede perchè deve fare ancora visite, se ha già un chilo di carta a dichiarare le sue reali condizioni.

Difficile e penoso è spiegarle che questo meccanismo esiste in virtù delle infinite truffe dei falsi invalidi: per contrastarle si preferisce trattare tutti da potenziali delinquenti, si preferisce sfinire i familiari, che quasi sono tentati di rinunciare ad un diritto.

Ma tu non rinunci, vero? mi chiede mi madre.

No, mamma, non rinuncio.




martedì 9 agosto 2011

Per la cronaca: la risposta del Mibac sul Colosseo

Pare che non sia stata l'unica, ieri a farsi domande sulla ignoranza del sindaco Alemanno sul Colesseo: da Repubblica.it i commenti e le proposte di Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, che tra le altre dice: ''La Soprintendenza speciale decise di rimuoverli perché riteneva che la sicurezza dovesse essere garantita assai prima del perimetro del Colosseo, in tutta l'area circostante, e infatti dovrebbe funzionare un sistema di telecamere del Comune di Roma coordinate da una centrale della polizia municipale che mi dicono invece essere di fatto inutilizzata e non operativa e questo dovrebbe sorprendere un pò tutti. Lo sapevano bene anche i suoi addetti della polizia municipale che controllano l'area circostante al monumento di pertinenza comunale come lo sanno tutti quelli che hanno una minima frequentazione del Colosseo - afferma Giro - Non ho mai detto che le telecamere del Comune sono spente. Ho invece chiesto se funziona la centrale operativa che deve visionare i filmati in tempo reale. Per il Colosseo è inutile tenere accese le telecamere e non visionare i filmati dalla centrale, in diretta. Se un pazzo volesse piazzare un ordigno, noi dobbiamo poterlo bloccare molto prima che si avvicini al monumento. Non c'è nessuna polemica con il Campidoglio. I metal detector sono utili e possiamo anche ricollocarli ma non sono risolutivi anche perché causano lunghe file e assembramenti nel piazzale circostante complicando il servizio di sicurezza e facilitando il lavoro dei malintenzionati che possono operare nella zona circostante con effetti devastanti per le persone e il monumento stesso''.

Desolante: è la conferma che non si parlano proprio.

lunedì 8 agosto 2011

Bomba finta al Colosseo - ovvero l'ignoranza di Alemanno

Dunque ieri c'è stato un allarme bomba al Colosseo. Fortunatamente solo finta. Nel senso che c'era, ma era inoffensiva.

Come è stato possibile piazzarla nel monumento più importante di Roma e della romanità? Ebbene - io come molti, tra cui lo stesso Sindaco...-, scopro oggi che nell'Anfiteatro Flavio non ci sono telecamere di controllo... pare siano state disattivate due anni fa...

Quello che mi ha colpito maggiormente sono state le dichiarazioni del sindaco Alemanno riportate da Repubblica.it: "Chiederò al Mibac che nel progetto di restauro vengano inserite telecamere e metal detector all'interno del monumento".

Ah, perchè nel progetto di restauro non era previsto? ma questi signori lo sanno che non esiste solo il terrorismo, ma anche semplici vandali e che i sistemi di controllo sono utili anche per restauri e manutenzioni? no, pare di no...

Ma la chicca è l'ingenuità del Sindaco, che torna a farsi viva, con sconcertante puntualità: dopo le dichiarazioni sulla tristezza dei romani che vivono in centro, ecco il suo candore di nuovo virgolettato in un intervista di Vitale, sempre su Repubblica.it: "io sono sconcertato perché ho scoperto soltanto oggi che non ci sono i metal detector". Il Sindaco continua spiegando che chiederà conto al ministro del Mibac Galan: "Sì, per sapere come sono attrezzati, sotto il profilo della sicurezza, i siti gestiti dallo Stato. Com'è noto a Roma c'è una doppia competenza: ci sono musei e monumenti che dipendono dal Campidoglio e altri dal ministero dei Beni Culturali. I nostri sono presidiati da circa 2500 telecamere, ora [ ora?] voglio capire se questo controllo vale dappertutto oppure no, come dimostra la vicenda del Colosseo. E se così è, solleciterò il Mibac a rimediare".

La Vitale preferisce continuare l'intervista rimanendo sulla cronaca stringente, e di certo va bene, ma a tre anni dall'elezione di Alemanno sindaco di Roma, una domandina sul perchè di questa ignoranza, io a margine l'avrei fatta......

Nel senso: ovvio che un amministratore non può occuparsi di tutto direttamente, ma Assessori e collaboratori stanno lì a posta... ora, l'area archeologica di Roma è commissariata, ovvero esiste un organo dedicato, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a gestire il tutto.
Dunque ne deriva che le istituzioni non si parlano, se il sindaco Alemanno non sa neanche che le telecamere del Colosseo sono disattivate.... e come si fa a governare senza coordinamento?

Ora, lo so che le Borse mondiali stanno stravolgendo la nostra economia, che l'Italia è messa male, che abbiamo altre gravi preoccupazioni... figurati se non lo so...

Ma so anche che il Colosseo risale al 79 d.C.... e certo non è la prima crisi globale che vede... ha resistito persino allo spoglio dei suoi marmi, che lo rivestivano come una candida armatura rilucente... poteva realmente fare una fine desolante, come è stato per il Mausoleo di Augusto, che forse solo nel 2014 vedrà il suo restauro (ma scommetto che neanche sai dov'è, la sua storia e le sue condizioni attuali: eccole) ... invece il Colosseo è ancora lì a suscitare rispetto e ammirazione...

Purtroppo, però, il rispetto e l'ammirazione non sono in chi ne ha tutela: l'Anfiteatro Flavio appare come un nonno qualunque, la cui vita ed opere hanno stimolato la fantasia e l'ammirazione di tutti, ma ora che l'età gli impone riposo e cure, non si sa che farne, e lo si tiene lì, su una panchina a dar briciole ai piccioni turistici....

Senza neanche comprendere che miniera d'oro siano, questi piccioni turistici......


mercoledì 3 agosto 2011

Legge contro il burqa

Questa volta sono concorde con una legge della maggioranza.
Eh sì, capita anche questo. Ma non è uno sragionare dopo un colpo di sole o una botta in testa, è, credo, solo senso del giusto.

Dunque l'argomento in causa è l'approvazione in commissione del disegno di legge che regolamenta il divieto di portare il burqa in luoghi pubblici, sanzionato da multe e carcere (a settembre l'approvazione in aula; chissà se con o senza fiducia...).

Magari i commenti della maggioranza sulla libertà regalata alle donne musulmane sono fuori luogo e le pene anche, troppo aspre, ma il principio di base, secondo me è giusto.

Se mi conosci sai bene la simpatia che ho per il mondo islamico, nonostante le forti contraddizioni e i suoi drammi nascosti sotto i veli... e sai anche che quando mi trovo in un paese islamico ho sempre il pensiero di coprirmi la testa.

Lo faccio perchè penso che da ospite sia giusto rispettare le usanze locali, condivisibili o meno. Anzi: neanche me lo pongo il problema: mi velo e basta. E sorpresa: con ritorni positivi nei rapporti che le donne del posto e non solo: percepisco chiaramente un atteggiamento differente nei miei confronti, magari anche agevolato dai miei tratti somatici in qualche modo somigliante ai loro... insomma non mi sento diversa, nonostante la differente cultura, ed è una sensazione bellissima.

Detto ciò, riportando la questione in terra patria, qui le cose non sono poi così differenti: ci sono leggi preesistenti, frutto anche del periodo nero del terrorismo nostrano, che vietano di girare con il viso coperto. Punto.

Figurarsi, anche a me scoccia: quando d'inverno soffia quel vento gelido di tramontana, che sembra tagliarti il viso, non so che pagherei per un passamontagna.... ma non si può portare, punto.

Di solito non sono così concettualmente arrendevole alle leggi discutibili, ma questo del viso scoperto ha senso: tutti dobbiamo essere riconoscibili. Soprattutto in tempi d'immigrazione massiccia di musulmani, e di terrorismo integralista islamico. Che purtroppo ci ha fatto il regalo della diffidenza e della paura verso ciò che è altro da noi (e da loro).

Concludo: l'integrazione passa inesorabilmente per il rispetto delle usanze e delle leggi locali vigenti. Senza questo ci saranno sempre leghisti che potranno sentirsi in ragione nei confronti degli immigrati musulmani (e questo vale anche per i musulmani che vorrebbero levare il crocefisso dalle aule scolastiche: dibattito interessante, ma che riguarda noi cristiani, praticanti e non). La nostra Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali: quando fu scritta non c'era l'immigrazione, ma certo attualizzandola comprende anche gli immigrati. Inoltre, con una piccola nota polemica, va ricordato che nel Corano la donna modesta viene invitata a coprirsi i capelli. Solo quelli e manco per forza: solo se vuole che le sia riconosciuta questa modestia.


mercoledì 27 luglio 2011

Opuscolo della discordia romana - ovvero la (non) sicurezza delle donne

A Roma è polemica per l'opuscolo antistupro -voluto dal comune-, distribuito nei giorni scorsi in metrò.

Sulle prime sembrerebbe contenere consigli sensati, tipo: avere il cellulare a portata di mano con un numero d'emergenza già inserito o non camminare sola per strade isolate, oltre al vetusto non vestirsi in modo appariscente.

Sulle prime sarebbe un'iniziativa che vien da lodare.
Sulle prime.

Poi ci ho pensato meglio e tanto contenta non sono stata.

Da quello che ho letto parrebbe più che altro un decalogo per la paura: è come se il Comune ci dicesse 'noi non possiamo proteggervi, quindi pensateci da sole. e soprattutto abbiate paura perchè a una donna sola può succedere di tutto'.

La domanda che ho per gli amministratori, e non solo, è questa: perchè io donna devo avere mille paranoie -e quindi di fatto avere paura-, su cosa fare e non fare la sera girando da sola, quando quello che manca è la cultura della non violenza e del rispetto?

Perchè invece di sconsigliare di prendere una strada buia non la si illumina? penso un po: le luci comunali in corrispondenza del portone di casa di una mia amica sono rotte: che fa sta agli arresti domiciliari notturni? (non dirmi di contattare il comune: già ampiamente fatto, inutilmente)

Perchè non si istituiscono dei corsi gratuiti di autodifesa in ogni quartiere?

Non è di un opuscolo in cui sono elencate una serie di ovvietà che qualsiasi mamma raccomanda alla figlia, di cui si sentiva la mancanza, ma semmai di una campagna culturale territoriale di educazione sessuale e comportamentale.

E' vero che noi donne dobbiamo avere buon senso nell'approccio con i maschietti, ma buon senso non significa accettare il messaggio subliminale di questo opuscolo, che è quello 'in campana donna, che sei debole'.

O è troppo di sinistra volersi sentire sicure sempre?



mercoledì 20 luglio 2011

Spider Truman - i dubbi

Così oggi è comparso un video su youtube, in cui il misterioso vendicatore s'è mostrato mascherato.

Che dirti... i dubbi ci sono: il video sembra sul serio una pagliacciata, come lascia intendere Repubblica.it.

Mi unisco al coro di chi dice che dovrebbe essere meno generico ed andare più nel dettaglio, di nomi e fatti: per mandarli a casa c'è bisogno di prove, non allusioni generiche.

Ciò però non toglie che il vespaio nato in rete non sia un fatto positivo: c'è voglia di aggregazione, di azioni comuni, di massa, per cambiare le cose... si parla di manifestazioni tra settembre ed ottobre... bello...

Perchè se anche dovesse rivelarsi tutta una montatura, ormai la voglia di equità sociale è tanta, troppa per fermarsi. Magari non sarà ancora inarrestabile come uno tsunami, ma c'è e si sente.

Poi forse sono io, che talmente esausta da questo sistema, mi ostino a vedere un risveglio civile che nella realtà non c'è... ma più penso ai commenti che leggo in giro nei vari blog, più penso che non mi sbaglio.

Abbiamo solo da crederci e rimboccarci le maniche: ricorda cosa hanno combinato in nord Africa lo scorso inverno...


domenica 17 luglio 2011

I segreti della casta in un blog

Probabilmente ne avrai sentito parlare: il blog I Segreti della Casta di Montecitorio è l'argomento del momento.

Mentre i nostri parlamentari approvavano di tutta fretta la manovra economica che dovrebbe farci uscire dai guai nel prossimo futuro, tagliando qui, sfilettando là... ma praticamente non toccando i costi della politica, un cavaliere solitario ha pensato bene di fare giustizia.

Si sà solo che per 15 anni è stato precario a Montecitorio ed infine è stato recentemente licenziato, e che per 'rappresaglia', ha cominciato a svelare gli altarini sui benefit dei nostri politici.

Che la casta avesse numerose agevolazioni era noto -soprattutto sulle pensioni-, ma quante e come, in realtà non era così chiaro.
Bene, se vuoi toglierti lo sfizio della curiosità, fatti un giretto sul blog e ne leggerai delle belle.

Per esempio puoi sapere come fanno i deputati a far viaggiare gratis i familiari, chiarire il misterioso privilegio delle autoblu... o ancora le tariffe per il cellulare nel 2008 ...

Ovviamente troverai anche una valanga di commenti, ma tra quelli entusiasti c'è anche quello di qualcuno poco felice dell'iniziativa. Mi ha colpito particolarmente tale Tamtam che rigira l'accusa a noi dicendo che li abbiamo votati i nostri deputati e che sostanzialmente siamo mossi dall'invidia alla casta. Insomma come la storiella della volpe con l'uva (sapevi che l'ha scritta Esopo, circa 500 anni avanti Cristo?).

Parto dalla seconda considerazione di Tamtam: è vero. Sfido chiunque a non desiderare di poter risolvere i problemi suoi e della propria famiglia, facendo la bella vita ed avendo incarichi comunque di rilievo. Certo che fa gola, e certo che ha fatto gola.

Ma la notizia, se fosse sfuggita anche a qualcun altro, è che la gente si è stufata d'invidiarli desiderando di prendere il loro posto.

La gente, soprattutto il popolo della rete, vuole che le vacche magre siano per tutti, perchè è stanca di pagare privilegi a gente che lavora due giorni a settimana per poi essere capace di darci una società in cui si sopravvivere.

Ultima considerazione: probabilmente non solo il web s'è stufato di una società feudataria. Ricordo che- oltre tutto- abbiamo una legge elettorale vergognosa: non credo sia un caso che alle ultime politiche ci fù una grande astensione, moltissimi voti dispersi a piccoli partiti e che solo gli ultimi due esiti elettorali hanno presentato numeri d'affluenza degni di un'elezione. Perchè, guarda un pò, s'è risvegliata la voglia di partecipazione. E di politica (che in greco -guarda un po 'sti greci quante ne sapevano- significa l'Arte di governare le società).

Un desiderio di partecipazione politica che è ripartita (anche) dal web, come s'è detto sino alla noia.

Morale: fatti come la creazione del blog I Segreti della Casta di Montecitoio, aumentano il mio pensiero ottimistico sui cambiamenti in atto, che ognuno di noi, con i suoi post su fb o nei propri blog o altro, sta contribuendo a rafforzare.



giovedì 14 luglio 2011

Compagni in soffitta e amici in strada - ovvero la rivoluzione di Vendola

Oltre agli italici drammi finanziari, la notizia della mattina è che Vendola ha messo in soffitta il titolo di compagno/a, proponendo al suo posto quello di amici.

Alla militanza di estrema sinistra la parola compagni piaceva e piace tantissimo. A me ha sempre fatto pensare ai banchi delle elementari... ma il mondo della sinistra è quello che da sempre più mi somiglia e somigliava, così non sono mai stata a formalizzarmi troppo.

Però non l'ho mai usato, né mi ci hanno mai chiamato: le uniche tessere possedute in vita mia -oltre a quelle di qualche locale mascherato da associazione culturale-, sono state quelle dell'Atac e di un club di tifoseria romanista....

Gli anni passano, la scacchiera politica si scompone, le ideologie si sgretolano... e nel continuo mutare delle cose, anche i simboli perdono di significato. Come pure i titoli.

Fatta salva tutta la meditazione e condanna sui crimini delle varie dittature, e pure a volerne filtrare solo i valori positivi, che senso ha oggi dirsi comunisti o fascisti?

Temo praticamente nessuno... ed infatti a nominarli mi viene in mente una bella libreria in legno massiccio impolverata.... (ma se mi conosci sai quanti ami le librerie, tutte...)

Sicché non vedo proprio perché ci sia stato tutto sto polverone su un'affermazione, che non solo sa di logico mutamento, ma anche di maturità.

Sul blog di Vendola c'è chi ha commentato che si tratta di una mossa di bassezza politica per accaparrarsi i voti dei moderati, che al solo sentir il termine comunista han chiamato l'esorcista...

Inoltre abbiamo anche un Presidente del Consiglio che continua ad allarmare al grido di comunisti scappa comunisti... ma è un grido che però, guarda caso, fa sorridere molti... perché il buon senso dice che il comunismo non esiste più, quindi....

Ok a pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia mai -dicevano le nonne-, e l'aggettivo amici è così tanto di de filippiana memoria da preoccupare, ma facciamo un altro tipo di ragionamento...

Partiamo dall'assunto, concreto, che la stagione politica è in fase di work in progress... che c'è bisogno disperatamente di un nuovo che sappia lavorare onestamente, proponendo valori etici e morali cari alla cultura di uomini di buon senso, di qualsiasi schieramento siano.

Tant'è che gli ultimi dati elettorali questo ci dicono: che c'è sete di buon senso, onestà e valori condivisi e siccome ormai è tutto talmente sbriciolato, e c'è da ricostruire le fondamenta, che le divisioni tra destra e sinistra non hanno più senso alcuno.

Dunque, se per esempio, viviamo una nuova stagione climatica, ed è primavera, che motivo abbiamo di continuare ad indossare maglioni invernali che ci limitano nei movimenti?

In definitiva penso che se anche la dichiarazione di Vendola sia stata fatta con intenti elettorali, alla fine il senso non è sbagliato, e poi ricordiamoci: sono le azioni che ti fanno essere ciò che sei, non i titoli.

Aspettiamo Vendola al varco, alla fine del suo work in progress: se sarà diventato democristiano lo bocceremo, se ci avrà dato qualcosa di nuovo, come mi auguro, lo voteremo.



domenica 10 luglio 2011

... e se il dopo Tremonti fosse tre casalinghe disperate?

Questo caldo torrido è veramente impegnativo, sembra di stare sulla graticola...
Certo meglio il girarrosto casalingo, o balneare, o lacustre, o cittadino, di quello che sta tenendo sulle braci il nostro super ministro Tremonti: da più fronti ne chiedono le dimissioni.

A me, però dispiace tutto questo accanimento per Tremonti: m'è simpatico.

Intendiamoci: non condivido la logica delle sue manovre economiche e questa ultima poi la considero irresponsabile... però c'è da dire che fin ora è stato bravo. E che fa quasi tenerezza con quei suoi modini, da primo della classe incompreso...

Ma se lo mandano a casa, chi ci mettono?? chi mai potrà prendere in mano lo scettro del borsello, chi mai potrà spargere come acqua benedetta i fondi finanziari necessari???

Non so come, ma mi è venuta in mente una casalinga.

Sìsì, proprio una casalinga, che conti nella mano sinistra ed estratto conto nella mano destra, tira a campare una famiglia di tre, quattro persone, applicando la vera finanza creativa.

Poi ho pensato che per una sola casalinga è troppo lavoro, per di più scontenterebbe tutti per presunte simpatie politiche... già mi sento i commenti acidi... allora dall'antichità mi torna alla memoria il triumvirato: tre casalinghe disperate: una di destra, una di sinistra e una di centro (se poi queste direzioni spaziali hanno ancora un senso...).

E le mettiamo lì a via XX Settembre, a risanare il debito pubblico in tre anni....

Me le vedo già, la signora di Voghera, quella di Testaccio e un'altra magari sarda (così evitiamo rischi di connivenze mafiose, sempre per i commenti acidi), con i loro abiti con cui vanno a fare la spesa al mercato, sedute dietro la bella scrivania, a far sbiancare i burocrati con i loro tagli all'inutile e investimenti nell'utile...

Sìsì, un bel triumvirato di casalinghe disperate: scommettiamo che rimetterebbero tutto a posto?






giovedì 7 luglio 2011

La Forza Condivisa

Come forse sai sono on line con il blog dal 2007.
Ignara dei meccanismi tecnici (molti mi risultano ancora oggi alieni), mi sono lanciata in questa cosa spinta dal desiderio di avere un posto mio, non solo per scrivere, ma per esprimere i miei pensieri. Probabilmente Freud avrebbe detto per cercare un posto nel mondo, sia pure virtuale.

Ho costruito così la mia nicchia virtuale, con i miei amici reali che ogni tanto passavano a leggere, spesso ricambiando le visite e lasciando pensieri, proseguendo poi a curiosare in rete qua e là; ma forse condizionata da una sorta di timidezza cibernetica, rimanevo silente lettrice degli altrui spazi.

Poi, un paio di giorni fa la mia amica di penna Serena (con cui nella vita analogica ci scambiamo gradita ospitalità tra Roma e Milano), posta su fb un link.

Scopro attraverso Metilparaben della possibilità di seguire La Notte della Rete in streaming... ne seguono i due post precedenti a questo, scritti con taglio professionale.

Così (finite le doverose premesse funzionali), oggi invece ti racconto con "la pancia" quello che è successo dentro il monitor....

Ovvero tante persone che si sono messe a discutere sul problema della libertà della rete, e del copyright, rimbalzando da un sito all'altro, postando risposte e link ad altri siti, che parevano veri e propri link a sinaptici pensieri da condividere...

La mia timidezza cibernetica accantonata a favore della discussione... ed è successo che la Rete sterminata si è rivelata simile alle città, dove a ben chiaccherare si scoprono insospettabili amicizie comuni... tant'è che tutti noi abbiamo detto almeno una volta, ma quant'è piccolo il mondo.

Ed è una sensazione piacevole scoprire i collegamenti tra le amicizie e conoscenze: così ovunque ci si sente a casa...

E quando ti senti a casa, non solo ti senti comodo e sereno, ti senti anche forte....

Forte della condivisione di alcuni elementi... passioni, idee, battaglie, entusiasmi....

Ed ecco perchè sono convinta che la forza della Rete sia capace di smuovere il mondo, ecco perchè sono convinta che le cose non potranno più essere come prima, nonostante le apparenze...

E se anche in un giorno fantascientifico dovesse accadere come nel romanzo Il Gabbiano Nero di Renzo Rosso, in cui alla fine i governativi oscurano persino le mail per non far circolare le informazioni, avremo sempre degli hacker pronti a scardinare i blocchi.

E allora avremo il nostro Matrix... e ne usciremo.


mercoledì 6 luglio 2011

La libertà della Rete e la sua Notte

Grazie ad un tam tam serrato, ieri sono stati in 15 mila a seguire in streaming la manifestazione la Notte della Rete, su circa 100 siti tra blog e testate giornalistiche, per dire un no forte e chiaro all'intenzione di Agcom di mettere delle forme di censure ad internet e nello specifico ai blog.

Segno che l'argomento non è esattamente indifferente: ti do qualche numero in merito.
Al 20 gennaio 2010 eravamo 1,2 milioni di blogger, per un pubblico internet di 5 milioni, di cui circa la metà lettori assidui di blog e circa 700 mila che s'informavano esclusivamente sui blog.
Considera che questi numeri sono vecchiotti, ma ci danno comunque una bella idea.

Si ripete in continuazione che internet è regno incontrastato dei giovani, e i nostri "vecchi" faticano a stargli dietro.

O meglio, forse così innamorati delle loro poltrone e dei loro privilegi, cominciano a temerlo: la Primavera Araba è stata organizzata sui social net, strumenti usati anche da noi per un movimento popolare di politica diretta, che ha aiutato a determinare gli ultimi due appuntamenti elettorali. Credo che questi siano esempi esaustivi di un fenomeno ancora da comprendere nelle sue potenzialità.

Ma è evidente che la rete riesce a restituire alla gente la voglia di partecipare. E se la gente partecipa poi si muove. E se si muove, si muove una massa....
Tant'è che ultimamente ho avuto modo di avvicinarmi al fenomeno dei social net per motivi di lavoro, e mi è stato fatto notare che ormai sono diventati social media, ovvero in grado di formare opinioni...

Ora, comprensibile e veritiero che i contenuti on line siano similari ad una foresta amazzonica, ma ciò non giustifica nè allegre deforestazioni, nè allegre censure, ma piuttosto ne richiede una seria e onesta riflessione, in cui l'ordine dei giornalisti dovrebbe prima di tutto scendere dagli altarini... ma questa è un'altra storia.......

Morale: non si può più prescindere dalla libertà del web.

E infatti qualche piccola vittoria è stata ottenuta: "Questa è una delle (poche) vittorie conseguite dalla protesta dentro e fuori la rete: è fallito il progetto, di Agcom e dell’industria del copyright, di fare una delibera lampo, entro luglio. La seconda vittoria è che Agcom rinuncia alla facoltà di oscurare direttamente un sito Web. Secondo il nuovo testo, sono infatti due gli ambiti in cui agisce: siti italiani e stranieri. In modo diverso. Sono comunque esclusi: “I siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”.


martedì 5 luglio 2011

Contro i bavagli: la notte della rete


Online video chat by Ustream


Per vedere la manifestazione di oggi, con cui si vuole protestare contro la nuova pensata di Agcom per "regolare" il web.... e questo è il link di repubblica per saperne di più:

http://www.repubblica.it/politica/2011/07/05/news/campagna_agcom-18704383/

lunedì 27 giugno 2011

Il Noe chiede chiusura cautelare dell'Ilva a Taranto

Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri ha chiesto il sequestro cautelare dell'impianto dell'Ilva di Taranto.
Finalmente.

Probabilmente ricorderai che in altre occasioni avevo parlato dell'Ilva di Taranto*, con le sue ciminiere fumanti visibili a 30 km, e il cancerogeno benzoapirene disperso nell'aria, probabile causa dell'incidenza tumorale più alta della media nazionale...

Cito testualmente da repubblica.it : i carabinieri del nucleo operativo ecologico per quaranta giorni hanno monitorato l'attività dei reparti del colosso dell'acciaio con tanto di rriscontri filmati e fotografici. E' emerso un quadro sconcertante che ha convinto a spingere per l'adozione di un provvedimento di natura cautelare.

Bisognerà ora veder quando, e se, la richiesta dei Noe verrà accolta fattivamente; intanto di certo c'è la prima udienza, fissata per 17 febbraio 2012, giorno in cui dovranno essere presentati ulteriori esami epidemiologici.

Insomma sembra che con una lentezza da bradipo, qualcosa si muova a Taranto.

E' vero, la cosa mi tocca personalmente: S. Marzano, il mio paesino tipicamente meridionale, è proprio a 30 km dal capoluogo, in cui abitano alcuni amici cari... e forse proprio per questo ho potuto conoscerla un po meglio questa città, ammirando gli splendidi Ori, custoditi nel museo circondato da ordinati palazzi umbertini, oppure rimanendo sconcertata, ma affascinata dagli edifici cariati di Taranto vecchia, che pure ospita la spettacolare Cattedrale di San Cataldo...

Insomma Taranto, ma tutta Italia, meritano che L'Ilva smetta di avvelenare l'aria... e magari adotti norme di sicurezza sul lavoro più valide... ma questa è un'altra - brutta - storia....




mercoledì 22 giugno 2011

Privilegi - ovvero Sanguisughe di Mario Giordano

Domenica sera sul tavolo della cucina ho trovato un libro. Sanguisughe, di Mario Giordano. Me l'ha regalato mio padre, convinto che potesse interessarmi.

Ieri sia su Repubblica.it, che su La Stampa.it, si parlava dei nuovi dati sulle pensioni, e del fatto che la maggior parte dei pensionati prendano dai mille euro in giù.

Insomma neanche a farlo apposta mi si è presentato un quadretto piuttosto completo sulle pensioni italiane e i violenti squilibri che ci sono: ex lavoratori che in vecchiaia campano con poco, ed ex dirigenti e parlamentari vari, le cui pensioni sono stratosferiche.

Mario Giordano lo dice subito, nell'introduzione, che questo suo libro fa male. Fa male perché ci sono tante di quelle esagerazioni da provare una rabbia intensa.

Una rabbia intensa che a me ha impedito la lettura scorrevole del suo lavoro.

Per darti qualche dato: tale Mauro Sentinelli, ingegnere elettronico, ex direttore generale di Tim e padre della telefonia moderna, prende 90.246,55 euro al mese.
Poi c'è luca Boneschi, che nel 1982 è stato un giorno, un giorno solo, parlamentare, perché s'è dimesso quello successivo alla nomina: lui riceve 1.733 euro netti.

Giordano è sempre molto attento nello spiegare che tutte le persone di cui il libro racconta, con le loro pensioni d'oro, non fanno nulla di male, semplicemente incassano la loro pensione così come legge ne stabilisce i quantitativi. Ma contemporaneamente si chiede perchè i diritti acquisiti non possano essere rivisti, soprattutto in periodi di crisi.

Domanda assolutamente condivisibile.

Anche perché ci sono 40 miliardi di euro che l'Italia deve tirare fuori nei prossimi anni se non vogliamo fare la fine della Grecia.




martedì 14 giugno 2011

Secondo me, ovvero Secondo Risorgimento Italiano

The day after referendum, nella veranda di mio padre, che dal 17 marzo ancora sventola il Tricolore, penso all'Italia... una e indivisibile Italia, la cui sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione.
Anche tramite il web.
Finalmente.

Per tutto l'inverno scorso ho guardato al Movimento dei Gelsomini in Nord Africa e in Egitto con una forte invidia: a suon di sms e post hanno stravolto la loro storia e sconcertato i commentatori esteri.

Perché in Italia no? oppure, quando anche in Italia? presto, osavo sperare in risposta, soprattutto dopo la manifestazione del 13 febbraio, convinta che il potere del web stava manifestandosi anche qui.

Come sai all'inizio della mania collettiva per Facebook, ero estremamente critica, pur consapevole dei vantaggi. Ma, appunto, ero consapevole solo dei vantaggi, non delle sue potenzialità ancora pressocché inesplorate. Poi la primavera araba mi ha aiutato a cambiare idea, mostrando quanto le regole della comunicazione fossero ormai inesorabilmente stravolte, e in seguito, osservando la mia pagina di Fb, i post dei miei contatti e dei loro amici, non ho potuto ignorare il cambiamento.

Un cambiamento già forte e cristallino con le amministrative, in cui il vento di tramontana s'è sentito in tutta la sua limpidezza... ma forse ancora troppo timido per i più entusiastici ottimismi.

Ma oggi questo ottimismo non mi riesce di tenerlo razionalizzato sulla tastiera, oggi sono convinta che non solo il berlusconismo sia arrivato alla fine, con tutta la seconda repubblica... oggi sono convinta che stia avviandosi una splendida stagione, che mi viene da chiamare secondo Risorgimento Italiano.

Un Risorgimento armato di wi-fi e pennette internet, di umts e tastierine, illustrato non più da Previati, Palizza da Volpeto o Fattori, ma immortalato da web cam e webmaster che incorniciano i nostri post sui blog, su Twitter e su Facebook, che come pennellate di colore forte ed intenso, illustrano paesaggi visti con occhi nuovi.

Un Risorgimento delle coscienze e della cultura, dove gli Italiani tornano a capire e a vivere la potenza della collettività, che con il suo agire non solo fa politica, ma sovverte regole e anche regimi, in cui i libelli illegali spacciati sottobanco, sono sostituiti da post forti e potenti che viaggiano veloci da un pc all'altro, per chi, come allora, sà e vuole cercare (e questo, onore al merito, Grillo l'aveva predetto anni fa).

Un Risorgimento che però, quando arriva traccia i solchi per un duro ed intenso lavoro di semina e crescita di buon avvenire, che non deve essere sprecato in canti di cicale... (anche perché mentre ci gloriamo la crisi economica non svanisce: abbiamo da tirare fuori tanti di quei soldi nei prossimi anni da sentirsi male... )

... ma intanto che seminiamo buon avvenire, non posso non sorridere soddisfatta, perché questo secondo Risorgimento Italiano muove i primi passi nel 150° dell'Unità d' Italia...

Nonostante tutto... una e indivisibile Italia, la cui sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme della Costituzione. Anche tramite il web. Finalmente.



venerdì 3 giugno 2011

El Castillo nel cuore del sorprendente Nicaragua

Potere dei viaggi stampa che ti portano dove mai ti aspetteresti, questa volta sono volata in Nicaragua.

Bello. Di un faticoso incredibile, avendo cambiato albergo ogni sera per quattro giorni, ma ne è valsa la pena, perché il Nicaragua è sorprendente.

Simile al Guatemala, ma diverso nella sua intimità, il Nicaragua è un tripudio di verde incorniciato da vulcani, più o meno attivi. Potrei raccontarti anche della coloniale Granada, o della splendida isola di Ometepe e dell'assalto di moscerini che ci ha investito come una nevicata rientrando sul continente, ma quello che mi ha colpito maggiormente, è il paesino de El Castillo, su Rio San Juan.

Il viaggio per questo paesino comincia a Managua, in aeroporto, dove mi accorgo ben presto che sto per salire di nuovo su un piccolo aereo da 12 posti... ormai non mi faceva più tanta paura, così ci salgo serena. Ma ben presto finiamo in una splendida perturbazione, con la pioggia che ci sballottava... tanto che il pilota faceva un paio di giri a vuoto perché non vedeva la pista, mentre mi accorgevo che la pioggia cominciava ad entrare in cabina dallo sportello del secondo pilota... che una volta a terra mi ha garantito che non è pericoloso... ma mica m'ha tanto convinta...

Ad ogni modo siamo riusciti ad atterrare sulla "solita" pista sterrata in mezzo al nulla, vicino al paesino di San Carlo, a sud del lago Nicaragua; da lì ci siamo presi i nostri bagagli, portandoli a mano alla vecchia maniera per un 300 metri di strada sterrata, e quindi infangata... immagina le nostre scarpe e i pantaloni.....

Da lì siamo andati in taxi al porticciolo, dove una lancia ci aspettava per una navigazione del Rio di circa un paio d'ore. Un paio d'ore in cui la natura lussureggiante, di un verde vivo come poche volte ho visto, abbracciava lo sguardo e il grande fiume, che 200 km oltre sfocia nel mar dei Caraibi...










mercoledì 18 maggio 2011

Vento del Nord

'Vento del nord'. Così i commentatori politici hanno definito il risultato della prima tornata elettorale lo scorso weekend.

Vento del nord. Tramontana.
E quando penso alla tramontana penso all'estate, a come diventa bello il mare della Puglia nel grande Golfo di Taranto: si calma, quasi come dormisse, con una debolissima risacca a riva e i colori splendidi. L'aria fresca e secca, il caldo poco opprimente.

Ma è a Roma che gli effetti della tramontana sono per me più visibili: i Castelli Romani si riescono a vedere nella parte sud della città (normalmente sono solo una pallida sagoma e se è brutto tempo o scirocco, i Castelli spariscono del tutto); ma quando gira a tramontana, si vedono così bene da sembrare vicinissimi, riuscendo anche a distinguere i centri abitati: il vento del nord soffia via l'inquinamento e la cappa dello sciorocco stagnante.

Quando c'è vento del nord tutto è limpido e chiaro, fresco e rasserenante, con il cielo di un azzurro vivo. E allora sembra di vedere il paesaggio come per la prima volta, con occhi nuovi.

A Roma domenica sera il vento ha girato a tramontana.

E il 'Vento del Nord' si fa sentire.

mercoledì 11 maggio 2011

Per la cronaca: arrivano le scuse di Confindustria

Questa mattina i miei giornali on line di riferimento, Repubblica.it e La Stampa.it aprivano con le scuse di Confindustria per gli applausi all'amministratore delegato della ThyssenKrupp.
Scuse arrivate dal direttore generale, Gianpaolo Galli, a Coffee Break, su La 7.





martedì 10 maggio 2011

Quando Calderoli ha ragione - ovvero gli applausi di Confindustria

Mai dire mai nella vita, perché può anche accadere di trovarsi concordi con Roberto Calderoli.

Il fatto è avvenuto qualche giorno fa, quando ad un congresso di Confindustria è stato applaudito Harald Espenhahn, amministratore delegato di ThyssenKrupp.

La ThyssenKrupp la ricorderai: è l'acciaieria di Torino dove il 6 dicembre 2007 sono morti 7 operai. E sarebbe il caso di ricordare come sono morte queste persone, ma siccome io per prima rabbrividisco, dico solo che è stato per il fuoco. Sì, sette persone sono arse e per questo Espenhahn è stato condannato a 16 anni per omicidio volontario, avendo la magistratura accertato che la società tedesca non aveva dotato l'impianto di adeguate norme di sicurezza.

Dunque quest'uomo, che magari è un'ottimo padre di famiglia, ma di fronte alla legge italiana è responsabile del flambè di 7 sette persone, è stato applaudito dagli industriali italiani.

«Fuori luogo, inqualificabile, indegno, un grave errore, biasimevole»: questo il commento di Calderoli, che tra l'altro è stato l'unico commento politico che mi sia arrivato alle orecchie. Se la sinistra italiana o il mondo sindacale si siano indignati -come si usa dire in questi casi-, onestamente lo ignoro.

Quello che più mi colpisce, oltre il dato politico, è l'aspetto umano: La Marcegaglia dice che è un tema delicato, perchè se è vero che queste persone sono morte, è anche vero che sentenze come quella che riguarda Espenhahn allontanano investimenti stranieri in Italia.

Ammetto che è un aspetto della vicenda che esiste, ma sono convinta che siano argomenti che possono tranquillamente rimanere nel privato delle vicende economiche, perché esistono 7 morti, 7 famiglie, e un sopravvissuto, a cui tutti, persino Confindustria devono portare rispetto.

sabato 23 aprile 2011

Diplomatici interrogativi

Nel mio annebbiamento mattutino, faccio un giretto sui giornali on line: tutto normale: polemiche di qua, arresti eccellenti di là, rivoluzioni di sotto, espulsioni di sopra...

Espulsioni? L'articolo de La Stampa mi colpisce particolarmente, suscitandomi diplomatici interrogativi: ad Asti era carcerato un tunisino, Abdel Ben Mabrouk, che precedentemente lo era stato a Guantanamo (il ché ci parla di odore di terrorismo). Il suo arrivo in Italia era tra i patti di collaborazione tra Obama e Berlusconi, con l'esplicita clausola che qualsiasi spostamento di Ben Mabrouk sarebbe stato preventivamente comunicato agli americani.

Accade che il tunisino in questione non sia stato spostato in un altro carcere italiano, ma semplicemente portato in carcere in Tunisia. Senza avvertire Washington.

Gli affari diplomatici sono per me un mistero, nei loro bilancini internazionali, ma questo trasferimento del tunisino mi sembra proprio strano...

Sono mesi che il ministro dell'Interno Maroni spiega a mezzo mondo che con l'onda migratoria che sta arrivando dal Nord Africa, Tunisia in primis, potrebbero arrivare pericolosi terroristi.

Domanda: se uno di loro era già al sicuro, carcerato in Italia, perché rimandarlo in un paese instabile dove potrebbe darsi alla macchia desertica? E perché non comunicarlo agli americani?

Ma soprattutto, perché continuare a gestire maldestramente il rapporto con gli alleati, continuando a perdere di credibilità?

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mercoledì 13 aprile 2011

Lo spacciatore di differente pensiero

Quando cammino io sono distratta, ma parecchio: persa nei mei pensieri, difficilmente noto cosa mi accade intorno, tranne le anomalie nel solito scenario. Solito scenario, che ieri all'ingresso del metrò era in atto: studenti alla chiacchera mattutina, distributori di volantini, adulti all'attesa di un appuntamento... Registro la presenza di un uomo in giacca, con dei giornali sottobraccio, ma io ho la testa nei prossimi impegni, e soprattutto non ho motivo alcuno per prestargli attenzione: la sua presenza lì non ha nulla di anomalo. Forse. Mentre gli passo oltre mi arriva sottovoce, con fare timido ed impacciato la parola comunista. L'inerzia del mio passo, e dei miei privati ragionamenti, erano tali che ho realizzato solo dopo il varco dei tornelli: mi era giunta voce dell'attuale tentativo di riorganizzazione dell'estrema sinistra oggi extra parlamentare, come pure avevo notato giornali "clandestini", venduti direttamente per strada. A logica ho dunque dedotto che l'uomo in giacca facesse parte di questo timido movimento, però, non ho potuto non riderne amaramente: mi risuonava in testa quella parola quasi bisbigliata, comunista, pronunciata con tanto timore... quasi come mi si stesse offrendo hashish, per intenderci. Perchè notoriamente l'hashish è illegale. Sicchè l'anomalia ieri mattina c'era: l'uomo in giacca, che sembrava proprio un piccolo spacciatore di differente pensiero, e forse intimido non solo dall'agganciare passanti, ma anche delle possibili rappresaglie: il nostro primo ministro ci ricorda ad ogni occasione che i comunisti in Italia sono attivi e che continuano a mangiare i bambini nelle chiese... Ben lungi dall'avventurarmi in una dissertazione logica e storica sul comunismo, con i suoi presupposti di ugualianza terminati nello sterminio fisico e intellettivo, non posso non sottolineare che in Italia, per altre parabole storiche, tale pensiero non costituisce apologia di reato, giusto o sbagliato che sia. Ma soprattutto non posso non evidenziare il timore dell'uomo in giacca, che non spacciava hashish, ma differente pensiero, giusto o sbagliato che sia. .

lunedì 28 marzo 2011

La Monna Lisa michelangiolesca

La Monna Lisa è di Michelangelo: questo è quanto afferma un titolo su Yahoo. Brivido di entusiasmo: che la rivalità tra Michelangelo e Leonardo era così forte da spingere il primo a fare anche lui un ritratto alla nobildonna, ritratto rinvenuto sola ora, dopo secoli di oblio?? No. Brivido di orrore: è solo pura ignoranza. Girovagando in rete questa mattina, mi sono imbattuta sulla polemica tirata giù della Mussolini sulle dichiarazioni della Balti al settimanale Vanity Fair riguardo il nostro premier. Incuriosita mi metto alla ricerca di queste vergognose ed ignominose dichiarazioni, e arrivo sul sito di Yahoo. Dunque la Balti è il nuovo volto della Tim, nello spot che avevo già notato: quello in castigatissimo costume, con Leonardo che sbraita per i plagi della sua Monna Lisa. Sua, non di Michelangelo. Ma il titolo di questo articolo -in cui si spiega la polemica- è lapidario: "la Balti protagonista dello spot in cui interpreta Monna Lisa accanto a Neri Marcorè/Michelangelo"(http://it.notizie.yahoo.com/53/20110328/tcm-bianca-balti-critica-il-premier-ales-68841b3.html). Lo so che ripeto in continuazione l'importanza della cultura, e forse alcune volte mi avrai trovata anche noiosa... ma finchè la propria ignoranza è tenuta al caldo delle proprie mura -che dire- poco male... ma qui è tracimata in un sito ritenuto attendibile... Dovrò farmene una ragione: la Monna Lisa è di Michelangelo e la cultura non paga. Però -credo- Yahoo avrà pagato l'ignoto autore di questo titolo, o chi supervisiona...

giovedì 24 marzo 2011

La cultura in pompa magna. di benzina

"La cultura inquina", così questa mattina Massimo Gramellini titola il suo spazio sulla prima pagina de La Stampa.

Eh già... neanche due giorni dopo il mio plauso per il redivivo interesse del governo verso la cultura, è arrivata la batosta: i fondi arriveranno da un ulteriore aumento sulla benzina... bel modo di cambiare vento... così sai che amore viene agli italiani per la cultura... e soprattutto, in qualche modo, vanifica lo sforzo di Berlusconi di promuovere il turismo culturale: se la benzina aumenta, diminuiranno le gite della domenica, ideali per conoscere il nostro territorio....

Comunque per il tuo diletto, a seguire il magnifico intervento di Gramellini:

"Mi inchino ammirato alla perfidia del governo, che finanzia i teatri lirici aumentando il prezzo della benzina. Gli intelettuali ostili non hanno sempre detto che la cultura è il nostro petrolio? E allora si tassi il petrolio degli altri per poter continuare ad attingere a quello metaforico, prodotto dalle viscere della storia patria. "Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare", ha suonato il flauto Gianni Letta. Ma basta una passeggiata sul web per accorgersi che gli italiani non sono lieti per niente. Sono esterrefatti, me compreso, per la faccia tosta della politica, che chiede sempre "sacrifici" e mai ne fa. Che mette le mani nelle tasche degli tialiani, ma si guarda bene dallo svuotare le proprie. I 236 milioni destinati a cultura e spettacolo (una miseria in paese che a cultura e spettacolo affida quel poco che resta della sua immagine nel mondo) era davvero indispensqabile spillarli ai nostri carburatori? L'accorpamento dei referendum alle elezioni amministrative di maggio avrebbe permesso, da solo, di recuperareampliamente il maltolto. Aggiungerei al conto le auto blu e le scorte a statisti del calibro di Scipoliti. Per carità di Patria eviterò di ricordare quanto ci costi il volo di ogni Tornato sopra la Libia in fiamme (32 mila euro all'ora, comunque). Ecco qualche testa fina starà già pensando: perchè sprecare tutti quei soldi per la cultura quando ce n'è così bisogno per i bombardamenti? Che la tassa sul petrolio vada a finanziare la guerra del petrolio: resterbbe uno scippo, ma almeno uno scippo coerente".
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martedì 22 marzo 2011

Il fine giustifica i mezzi: la televendita di Berlusconi

La cultura è la più bella delle droghe: così mi espressi mesi fa su questi schermi, a chiusura del mio post sul programma Vieni via con me, frustrata dal colpevole, totale, e soprattutto immobile silenzio del Governo sulla sua valorizzazione.

Accolgo quindi con molta soddisfazione lo sforzo fatto dal presidente del Consiglio Berlusconi per la promozione del turismo culturale in Italia: oggi il ministro del turismo Brambilla (ricordando che preside questo dicastero e non quello inesistente, seppur lodevole, della tutela agli animali), ha presentato uno spot in cui, appunto, Berlusconi in prima persona promuove i nostri beni artistici.

La soddisfazione, però, non può negare la netta impressione: mi è sembrata una bella televendita. L'entusiastico sorriso di Berlusconi, tirato fino all'impossibile, paradossalmente sembrava dire ma tu guarda che me tocca fa' . Però poco m'importa: ripeto: è un buon segno, e incredibilmente, mi auguro che il popolo, su cui dice di avere tanta presa, sia suggestionato anche da questa nuova veste. Dunque il fine giustifica i mezzi e da qualche parte bisogna pur cominciare, foss'anche dalla televendita di Berlusconi; ma spero anche che sia seguita da azioni concrete, come la tutela. E non solo: invogliare gli italiani a muoversi per conoscere questo grande e immenso patrimonio, implicherebbe anche fare degli interventi per promuovere il turismo nella sua accezione economica... chissà che ai piani alti comincino a rendersi conto che la cultura in Italia potrebbe essere un'importante voce del nostro Pil?
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Ad ogni modo, che il vento stia cambiato in Italia, non ce lo dicono solo le varie manifestazioni di piazza, e la partecipazione popolare alle celebrazioni del 150°, ma soprattutto il più pragmatico -e cinico- marketing: hai notato che la Tim è passata dagli ammiccamenti di Belen all'ira di plagio di Leonardo da Vinci, con uno spot in -castigatissimo- costume?


http://tv.repubblica.it/turismo-berlusconi-testimonial-dello-spot/64628?video=&ref=HREV-2
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